Progetto Aiutami! Cosa faccio, dove vado!

“Aiutami! Cosa faccio, dove vado!” è stato sviluppato nell'ambito del progetto “Progettare la parità in Lombardia 2011″, in collaborazione con il Centro Ambrosiano di Solidarietà (CeAS). Tipologia di azioni attivate: Condivisione delle buone pratiche e diffusione anche in altri contesti Lombardi, in particolare: 1.1. Seminari informativi e di sensibilizzazione: Il progetto è stato presentato a tre associazioni femminili che operano sul territorio di Milano con Donne Immigrate, la progettazione ha portato alla definizione di un percorso strutturato in due interventi, il primo più tecnico rivolto alle operatrici volontarie delle associazioni; il secondo percorso più esplicativo rivolto alle donne immigrate per sensibilizzare ed aprire un dialogo sul tema e presentare i servizi del territorio a cui rivolgersi. A chiusura del progetto sono stati realizzati solo gli incontri con operatori, di fatto i seminari per le donne sono slittati dopo l’avvio delle scuole (tra ottobre e dicembre 2012) quindi fuori periodo di progetto e non rendicontabili. E’ stato inoltre realizzato un incontro di informazione e sensibilizzazione sul tema della violenza sessuale con gli operatori scolastici e a coloro in contatto con gli studenti dell’Istituto Europeo di Design di Milano, volto anche alla preparazione di una collaborazione per l’anno a venire, che prevede la sensibilizzazione degli studenti e un loro lavoro per ideare strumenti di comunicazione sulla violenza. 1.2. Per quanto riguarda i tavoli di confronto, l’Associazione si è mossa su due fronti: Da un lato, con la rete degli enti del terzo settore che operano sul territorio di Milano in contrasto alla violenza alle donne, l’Associazione ha lavorato con l’Amministrazione Comunale per la definizione di un protocollo d’intesa. Il lavoro di concertazione con l’Amministrazione Comunale ha richiesto un grosso impegno dei partner in particolare nel primo semestre 2012, con la sottoscrizione del Protocollo a giugno 2012. Dall’altro si è lavorato per l’attivazione di un tavolo interistituzionale che coinvolge l’Amministrazione Comunale, la Magistratura e le forze dell’ordine, i servizi sanitari e gli enti del terzo settore. Questi tavoli in particolare si sono avviati a giugno 2012 (dopo la sottoscrizione del protocollo con l’Amministrazione Milanese). 2. Ospitalità in emergenza 2.1. Attivazione di una rete di strutture di pronto accoglienza  in grado di garantire almeno 2 posti letto per donne sole o con bambini. Attraverso la collaborazione con il partner Ce.A.S. sono state accolte n. 5 donne sole di cui  1 mamma con figli, per un totale di 88gg di accoglienza. 2.2. Convenzione con strutture di accoglienza per la disponibilità di posti letto nei casi in cui momentaneamente sia impossibile, in emergenza, trovare posto in altre strutture di accoglienza della rete. Dall'inizio del progetto sono stati accolte n. 9 persone. 3. Attività di assistenza e consulenza legale per donne accolte in situazioni d’emergenza  3.1 Consulenza informativa legale: la consulenza è gratuita, viene svolta in un uno o più incontri ed ha l'obiettivo di informare le donne vittime di violenza e maltrattamento dei loro diritti e delle concrete possibilità di attuazione di eventuali forme di protezione. I percorsi seguiti sono stati n. 40. 3.2 Assistenza legale: l’Associazione SVD DAD Onlus mette a disposizione delle vittime di violenza un avvocato che le accompagnerà durante l'iter giuridico che l'aspetta, concordando con loro gli step operativi. L’assistenza legale nelle procedure civili e penali viene garantita a spese dell’Associazione. I percorsi giudiziari attualmente aperti presso le procure territoriali sono n. 8. Utenti finali che hanno utilizzato il servizio durante la durata del progetto  Uomini: 1 Donne: 77   Totale: 78 Tipologia e caratteristiche dell’utenza

  • Donne vittime di violenza domestica in situazione di emergenza e di elevata complessità e con un elevato rischio per la vita e/o la salute loro e/o dei loro figli.
  • Donne vittime di violenza sessuale che si sono recate o sono state inviate al Servizio Violenza Sessuale e Domestica (SVSeD) per una presa in carico sanitaria e psico-sociale.
  • Donne in gravidanza e in puerperio che accedono al Pronto Soccorso e Accettazione Ostetrico Ginecologico e agli ambulatori di 1° e 2° livello di Ostetricia e alla Diagnosi Prenatale della Clinica Mangiagalli.
  • Educatrici delle comunità del CeAS, che ospitano anche donne vittime di violenza domestica e i loro figli, spesso spettatori involontari di tali violenze.
  • Personale sanitario dei Pronto Soccorso che si trova ad interagire con donne vittime di violenza domestica che a loro si sono rivolti per le necessarie cure o refertazioni sanitarie successive alla violenza;

 

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